Paesaggio e Progetto

Un palinsesto-ipertesto per dar nome alle cose

Sotto l’albero delle parole, dalla duna più alta, già si vedeva il mare

Le vie del tabacco

Sylvalocifolia

cos’è

sylvalocifolia: il posto delle foglie di Silvia. Una parola composta fra locus, folia e sylva, dove quest’ultima radice indica il nome che si volle dare a persona cara col preciso ètimo di bosco, selva, foresta… Questa lontana origine apporta un’espansione tanto semantica quanto memoriale nel lontanissimo vissuto dell’autore, fra escursioni e scorribande, reali e oniriche, coi suoi sodali, fra i punti cardinali di una delle tante mappe da costruire, mentre lievitava incessante l’urgenza vitale di dar nome alle cose, con gli occhi, la parola e l’animo in subbuglio, ostaggio del discanto… il timbro di una vita, insomma, di un’erranza che la frase posta qui in esergo vuole esprimere nella sua essenza, un vissuto fatto di quelle mappe che si estendono, si sovrappongono, mutano in cartografie e cosmogonie, private e plurali, di Piste del Sogno reali e immaginarie che hanno plasmato un Atlante mutevole e sfuggente di tutti i paesaggi, interiori ed esteriori… Questo spazio reale-virtuale del web è, dunque, un meta-progetto, un palinsesto di parole-immagini-disegni, quale disvelamento e ricerca, mai interrotta, nel rapporto paesaggio-autobiografia-progetto. Per continuare a disegnare e costruire il mondo. Per non smettere, con quello stesso stupore infantile, di dar nome alle cose.

Archivi sul paesaggio

«Archivi sul Paesaggio» è il nome di una delle riviste che provai a realizzare negli anni ‘90, quale lontana progenitrice cartacea di questo sito… Oggi, un luogo-spazio dove comunicare tanto le riflessioni attuali quanto quarant’anni di testi e studi sul paesaggio, il tema di una vita, nell’ambito di un’attività professionale frastagliata, discontinua ma sempre con un approccio libero, aperto allo spettro variabile delle declinazioni possibili. Sempre, muovendo dalle matrici storiche, direi archeologiche, del paesaggio e, in particolare, il paesaggio costiero quale epitome, sintesi di tutte o quasi le connotazioni spaziali e le problematiche evolutive della Penisola.

Gran parte dei contenuti presenti in questa sezione è tratta dal volume che raccoglie quarant’anni di lavoro su questi temi, e da cui si riporta qui l’introduzione.

Storia del paesaggio

Pianificazione ecologica

Analisi paesaggistiche

Golf e Paesaggio

Definire corto-circuito autobiografico e professionale il rapporto fra l’autore, il golf e il paesaggio – il tema di una vita – è dire poco, per chi già da ragazzetto ha cominciato a fare il caddy nello “storico” campo vicino casa e ha proseguito, nel periodo più fervido della sua attività adulta, progettandoli, i campi. Disegnando altre mappe. Costruendo, almeno sulla carta, altri paesaggi. Semmai, anche con un obiettivo, un auspicio “altro”, solo apparentemente paradossale: perseguire un “golf democratico”, di comunità, con percorsi pubblici, per tutti, promossi e gestiti dal pubblico. In Italia, quasi una bestemmia. Poi, oltre il progetto, vi è il disegno del golf, coi suoi mutevoli codici espressivi, che qui espongo nelle vecchie e nuove mappe.

Roberto Perrone

Forse, su quella mongolfiera ci sono io, in un disegno di qualche tempo fa, quel ragazzo che si vede appena, impaurito ma temerario, curioso, che sporge la sua testa sull’orlo del cesto che sia alza in volo, per vedere meglio, per misurare le distanze, per tracciare le mappe del suo paesaggio, dei suoi paesaggi… Per vedere, disegnare e costruire il mondo.

Disegnare e costruire il mondo

La pratica disegnativa è qui intesa ed esercitata ben oltre il mero strumento descrittivo, per quanto utilizzato in modo sottile, incisivo, polisemico. Potremmo dire, in una parola, di un disegno, de-signum come cosmos, una via, una pista, fra le infinite, per dare ordine precario, provvisorio, alle cose, al mondo. E per ricercarne le riposte armonie, i registri di bellezze di cui solo il nostro sguardo ha le chiavi. Provando a tracciare “Nuove Cartografie dello Sguardo e del Sentimento”. Come il rapporto fra Letteratura e Disegno. La pratica disegnativa, dunque, fra il sé e il mondo.

Paesaggio, Comunità, federalismo

L'eredità olivettiana

L’attualità della figura, del pensiero, delle opere di Adriano Olivetti emerge sempre più evidente e necessaria in un marasma politico-sociale da cui non si è capaci di uscire perché non si vuole uscire. La “visione” olivettiana, ancora ostinatamente rimossa ma così lungimirante ancora oggi, ci offre strumenti formidabili per orientarci a ritessere una griglia interpretativa e operativa nel delineare un orizzonte, fecondo e condiviso.

Il pensiero libertario e il federalismo

Da Silvio Trentin a Camillo Berneri, da Andrea Caffi a Adriano Olivetti, da Leopold Kohr a Ivan Illich, molteplici sono gli approcci di pensiero che, nella salvaguardia primaria delle prerogative della persona, hanno provato a coniugarle con una visione di società più equa, giusta, solidale, in cui le declinazioni possibili del concetto di libertà non possono essere dissociate dal contrasto alle forme, palesi o occulte, di dominio e sopraffazione. Nella linea di pensiero libertaria, il federalismo, quale pratica di vita più che come norma, è la naturale sintesi politico-sociale capace di garantire un optimum di convivenza, stratificato e denso, perciò non facile, certo, ma a cui credo non vi siano valide alternative.

Pianificazione ecologica

Pianificazione ecologica, territorio, comunità: pionieri ed eredi

Ai fini della tutela, organizzazione e gestione delle risorse territoriali e ambientali, in relazione co-evolutiva con l’uomo e sul respiro storico della lunga durata, la lezione plurale che ci perviene dal pensiero libertario è un patrimonio ricco di indicazioni e strategie che attendono ancora di essere messe compiutamente alla prova. Da Reclus a Geddes e Mumford, da Olivetti a Doglio, da MacHarg a Bookchin fino a Magnaghi, l’urbanistica partecipata e il paesaggio come patrimonio di comunità, contro la deriva economicistica, restano l’unico registro capace di elaborare risposte in modo organico ed equilibrato. Risposte tanto più urgenti non solo nel lascito catastrofico del “secolo breve”, ma negli scenari peggiori di quello avviato.

Manifesto

Una finestra con alcune anticipazioni del lavoro in corso su un Manifesto per un Federalismo Libertario delle Autonomie e delle Comunità italiane.